Sterilità degli strumenti: cosa valutare quando si va da un dentista.

L'aspetto principale da valutare in uno studio dentistico è la sterilità degli strumenti che vengono utilizzati. Il processo di sterilizzazione è lungo e prevede diverse fasi, ma è essenziale per evitare spiacevoli contaminazioni crociate. 

Quando uno strumento è stato utilizzato per un paziente, deve essere decontaminato e sterilizzato prima di poter essere riutilizzato. Vediamo insieme i vari momenti:

  1. Decontaminazione chimica: il primo passo prevede di inserire gli strumenti sporchi in una vasca con del liquido disinfettante e decontaminante e lasciarli in "ammollo" per ammorbidire eventuali incrostazioni.
  2. Gli strumenti devono essere spazzolati sotto l'acqua corrente in modo da eliminare eventuali residui di materiale organico e/o inorganico.

  3. Poi vengono inseriti per 30 min in una vasca ad ultrasuoni, immersi in un liquido disinfettante.

  4. Una volta risciacquati, vengono lasciati ad asciugare.

  5. Quindi possono essere imbustati in una confezione sigillata, con un fronte in plastica trasparente e l'altro in carta. La carta di tali buste ha la peculiarità di avere dei pori che si chiudono durante il processo di sterilizzazione, per evitare all'aria di rientrare, ricontaminando il contenuto.

  6. Gli strumenti così imbustati possono essere inseriti in autoclave, un macchinario che crea un ambiente di 134' a 2,1 bar. L'intero processo di sterilizzazione in autoclave dura poco più di 1h.

Gli strumenti così imbustati, restano sterili per 5 anni, se l'involucro è integro.